Un caffè con… Claudia Spadoni – Executive producer

Abbiamo avuto il piacere di prendere un caffè e intervistare Claudia Spadoni, executive producer, tra i fondatori di Rockin’1000 (la più grande band del mondo) e project manager di eventi pubblici e privati, lanci di prodotto e happening musicali per Filmmaster Events.

Ecco le sue 5 risposte da leggere nel tempo di un caffè.

Amo la musica per la sua capacità di dar voce al mondo

Claudia Spadoni

1 – Sei Project Manager in Filmmaster Events e Founder & Executive Producer di Rockin’1000.  Dopo tanti anni nel settore ti emozioni ancora prima di un evento?

Un evento è per definizione unico, un viaggio che parte e si conclude con la sua esecuzione; si, io mi emoziono ad ogni viaggio! Oggi, rispetto al passato, riconosco l’emozione che suscita in me un evento, la consapevolezza di essere una parte di un tutto.

Prima di ogni Rockin’1000 mi chiedo: accadrà di nuovo? 
Proprio da questo dubbio, inevitabile quando si fa eventi, nasce la scintilla che mi emoziona prima, durante e dopo un evento.


2 –  C’è un evento tra quelli che hai organizzato che hai nel cuore e perché?

Rockin’1000 ha cambiato la mia vita e quella di tanta altra gente. Fin da subito abbiamo capito che sarebbe stato molto più di un evento. 

La prima sfida è nata quasi per caso, anche perché nessuno sapeva come far suonare 1000 musicisti insieme. Noi ce l’abbiamo fatta e il video dell’esibizione è diventato virale facendo il giro del mondo con milioni di visualizzazioni. 

Quel giorno, non solo è nata la più grande band del mondo che dal 2015 si esibisce negli stadi, ma anche una community globale (ad oggi circa 25000 persone) che condivide un’emozione unica nel suo genere.

Essere parte fondante di Rockin’1000 dalla sua nascita, farlo crescere insieme ai miei soci e alle persone che ogni volta lo rendono possibile, è un’esperienza che va al di là dell’evento in sé e per sé.
Ogni volta che si ripete ci ripaga di tutte le fatiche, regalando a noi, ai musicisti, al pubblico, quella sensazione di aver fatto qualcosa di significativo per l’umanità e di una dirompente unicità!


3 – Questa è una domanda (forse) difficile. 
Visto che sei appassionata di musica, che stile musicale o che canzone rappresenta perfettamente il tuo lavoro?

Amo la musica per la sua capacità di dar voce al mondo e con Rockin’1000 vorremmo che musicisti di tutto il mondo potessero aver voce, prendendo parte ad un concerto.
Quindi più che un genere o una canzone, penso che la musica rappresenti il mio lavoro.


4 – Cosa ti piace di più e cosa meno del processo di organizzazione di un evento?

Organizzare un evento, nel mio ruolo, significa individuare tutte le parti che lo renderanno possibile, monitorare l’azione di ognuna di esse, dare tempi per la loro realizzazione. È un processo di costruzione, scambio, controllo ed evoluzione molto stimolante, ma anche molto stressante.

Amo lo stimolo della costruzione e mi piace meno la presenza costante che richiede, talvolta vorrei scomparire; ma spesso ringrazio la mia indole romagnola, che mi fa affrontare lo stress con leggerezza, determinazione e sorriso.


5 – Se avessi un super potere, quale sarebbe e come lo utilizzeresti sul tuo lavoro?

Credo che siano in primo luogo impegno e umiltà a renderci super eroi: la volontà di fare la differenza mi ha fatto dare sempre il meglio di me.

Sarebbe molto bello se questa volontà contagiasse tutti, non solo sul lavoro. 

Come “operatori” del settore dello spettacolo, più siamo impercettibili e più quello che creiamo risulta al pubblico magico e ben riuscito: per questo, anche se oggi in molti vogliono essere eroi, penso che sia molto importante che il mondo abbia tanti Robin, oltre che Batman (e qui una canzone come mi chiedevi 😉).


Credits 
Intervistatore: Sara Fuoco 
Instagram: @sarafuoco 

Intervistato: Claudia Spadoni
Instagram: @clodia

Illustrazione di: Carlotta Egidi
Instagram: @carlottaegidi89

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