Un caffè con… Antonio Frana – Fashion Director

Dal 1997 Antonio lavora come fashion consultant per personaggi che appartengono al mondo del cinema, della musica, della televisione e della moda ed è specializzato in celebrity dressing. Coordina progetti editoriali e culturali come fashion editor. Cura il fashion styling di campagne pubblicitarie, cataloghi e sfilate, e si occupa della direzione artistica di eventi fashion e beauty per grosse realtà imprenditoriali.

Nei suoi lavori la moda è sempre un punto di arrivo, mai di partenza. Buon caffè del martedì!


Per me la bellezza è la capacità di esprimersi con coerenza capendo che questo è il vero dono della vita.

Antonio Frana

1 – Com’è iniziato il tuo percorso lavortivo e quando hai capito che volevi lavorare nel mondo della moda?

In realtà per me è stato facile perché fin da bambino ho sempre saputo ciò che desideravo fare. Non sapevo dire cosa e come spiegarlo perché ancora non sapevo esattamente in cosa consisteva ma dicevo sempre: voglio diventare come Valentino! (ero in quinta elementare).

Ero bravo a disegnare così dopo le medie ho scelto di fare il liceo artistico. Ero sempre più incuriosito del mondo della moda, così ho proseguito gli studi alla Marangoni, una scuola molto costosa ma molto importante dove ho potuto imparare le basi, dalla storia del costume, alla costruzione degli abiti e il disegno. 
Da qui inizialmente ho fatto lo stilista, più o meno dal ’96 al 2002. Ho lavorato per diversi brand tra cui Dior a Parigi, Kenzo e un’azienda turca. 

In questo percorso conobbi un fotografo moda ad una cena. Realizzava i servizi fotografici per le copertine delle riviste e lavorava molto con attrici e donne dello spettacolo. Ho iniziato a frequentare il suo studio, dal quale passavano giovani modelle e attrici che lavoravano in tv. Era il periodo in cui in televisione si iniziava a portare la moda. Il mio amico fotografo mi raccontava che in America esisteva il mestiere del Celebrity Dressing così da lì a poco, ho iniziato a legarmi a diverse figure femminili e per tantissimi anni ho svolto questo mestiere. Set fotografici, programmi tv, eventi, ho curato per molto tempo i look di ragazze sia del mondo della moda che nel mondo della musica.

Ad un certo punto tutto si è unito quando le aziende non mi hanno visto più solo come uno stilista ma mi hanno riscoperto come direttore creativo. Ero in grado di definire e ambientare il prodotto per una sfilata.


2 – Cosa ami del tuo lavoro e cosa ami meno?

Del mio lavoro amo tutto e non sopporto più niente ahahah. Scherzo, in realtà lo amo in tutte le sue sfaccettature. Non c’è un aspetto per il quale non mi dedico al 100% e non saprei farlo in modo diverso.
Per me è fondamentale esprimermi, che sia una campagna pubblicitaria, una copertina, uno still life o una sfilata. 

Nella vita ho scelto di fare sempre ed esclusivamente ciò che mi piaceva.
Ho sempre rifiutato ciò che non era etico o che non era adatto a me. Ho sempre fatto quello che sentivo più nelle mie corde creandomi una coerenza di lavoro e di personalità per la quale oggi vengo riconosciuto.
Questa scelta mi ha regalato l’indipendenza, la libertà e personalità. 


3 – Hai vissuto per molti anni a Milano ma da un pò di tempo ti sei trasferito a Varese. Quanto è stata importante Milano per il tuo percorso lavorativo ed è difficile fare il tuo lavoro vivendo in una città fuori?

Sono di origine Lucane, sono nato in Basilicata, una terra molto semplice, a tratti dura ma estremamente affascinante nel suo silenzio e nel suo essere decorosa… tutte cose che mi sono rimaste dentro.

Milano l’ho scelta perché con le esperienze che avevo fatto a Parigi piuttosto che a Roma, per me rappresentava il mio salotto. La giusta dimensione tra spazio e vita. Milano mi ha dato tutto e io ho dato l’anima a questa città. Poi le cose cambiano, mutano, le esigenze sono diverse e ora le mie sono quelle riappropiarmi del tempo che sicuramente ho sacrificato. Per fare tanto, devi sacrificare tanto, se vuoi 100 devi dare 100.

Per i miei 50 anni, ho deciso di regalarmi una gestione del tempo più personale, ho scelto di potermi svegliare con un panorama e una luce diversa a pochi km da Milano. Varese l’ho riscoperta dopo gli anni del liceo e mi piace molto perché c’è il verde, le passeggiate, l’aria buona… il mio tempo libero diventa pieno, pieno di luce e natura.

Fare il mio lavoro a Varese è possibile! A differenza di Como o Bergamo è la città veramente più vicina a Milano, non è troppo piccola né troppo grande. Banalmente in epoca di pandemia mi ha permesso di vivere più all’aria aperta!


4 – Quali consigli ti senti di dare a tutti quei ragazzi e ragazze che aspirano a fare il tuo stesso lavoro?

Il mio percorso creativo e lavorativo è comunque un percorso datato, la velocità dei tempi, degli usi e l’avvento delle tecnologie hanno evoluto molto gli Istituti e le scuole di moda. Penso che comunque si debba partire da una buona base di studio e bisogna sapere dentro di sé, se si ha o non si ha un’attitudine più o meno creativa.
L’attitudine creativa poi si riesce a incanalare con le esperienze a quello che più piace.

Partire come me con le idee già chiare di ciò che si vuole fare è quello che augurerei a tutti ma oggi è più difficile proprio perché abbiamo molte più informazioni. Oggi questi mestieri si sono declinati in tantissime espressioni, dallo stylist al visual, l’hair stylist, l’interior, ecc…

Affrontare il mondo della moda non è più fine a se stessa, bisogna approcciare le arti visive, la fotografia, la musica digitale, l’elettronica, l’arte, l’architettura… un grande bacino dove è possibile trovare il canale giusto dove esprimersi.


5 – Se avessi un super potere quale sarebbe e come lo utilizzeresti nel tuo lavoro?

Se avessi un super potere…

Penso che vorrei avere la bacchetta magica per trasformare tutte in quel sogno che era Cenerentola… perché i sogni sono la cosa che dobbiamo proteggere di più e materializzarli… sono la cosa più difficile.


Credits    
Intervistatore: Sara Fuoco    
Instagram: @sarafuoco    

Intervistato: Antonio Frana
Instagram: @antoniofrana
LinkedIn: Antonio Frana
Sito: www.antoniofrana.it

Illustrazione di: Carlotta Egidi   
Instagram: @carlottaegidi89

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