74° Festival Internazionale del Cinema di Cannes dal 6 al 17 luglio 2021

L’edizione 2021 del Festival di Cannes quest’anno si terrà in via del tutto eccezionale dal 6 al 17 luglio, per i motivi che sappiamo, e possiamo dire che inaugura una stagione di “ritorno alla quasi normalità”.

Il Direttore artistico Thierry Frèmaux ha voluto fortemente il festival, nonostante le difficoltà organizzative che imporranno le misure restrittive, amplificate dal carattere internazionale del Festival (il pass vaccinale europeo, i tamponi da fare ogni 24 ore..).

Il Cinema, che in un certo senso ha fatto da cartina tornasole rispetto ad un ritorno ad una vita normale, non vuole fermarsi ora che è ripartito, e il festival si ripropone come sempre ad alto livello, con una selezione di 24 titoli, ed una selezione riservata agli esordienti, oltre i soliti fuori concorso e infine 10 titoli per la novità, cioè le proposte “Cannes Premieres”.

Ma mentre gli spettacoli di premiazione come gli Oscar, i Golden Globe e gli Emmy sono fatti per riunire attori, attrici, registi e artisti in una notte di onore e riconoscimento, niente è paragonabile alla magia che porta il Festival di Cannes. Il festival, ufficialmente chiamato Festival de Cannes, riunisce tutte le nazionalità, razze, ed origini; chiunque ami il cinema si riunisce per godersi dieci giorni di celebrazione del cinema, ma anche per vivere un momento di Glamour e celebrità. Questa esperienza è un riconoscimento, ma anche un’opportunità non solo per vedere attori e attrici, ma anche un’occasione per guardare e farsi guardare.

Ma torniamo all’aspetto propriamente cinematografico del Festival con alcuni dati, numeri e una curiosità.

Il Presidente della giuria, il regista afroamericano Spike Lee, guiderà una giuria che sarà composta da 5 donne e 3 uomini di sette nazionalità diverse provenienti da cinque continenti per giudicare i 24 film in concorso.

La presenza di Spike Lee non è banale, al di là della sua fama ed importanza.

La locandina ufficiale del Festival, riporta un’immagine particolare che non è consueta per questa occasione “istituzionale”. 

Lo sguardo del regista è rivolto verso due palme, nel sito ufficiale del Festival, viene celebrato tra l’altro con queste parole “... per questa visione personale [del regista] che condivide con noi fin dal suo primo cortometraggio in bianco e nero nella calura del 1985... Spike Lee, cittadino della "Repubblica Popolare di Brooklyn, New York", è sul poster di questa edizione da collezione” 

Curiosità: nel 1989 il suo film “Fa’ la cosa giusta “ partecipò al XLII Festival di Cannes, ma venne escluso dal palmarès, tra molte polemiche, sebbene in Europa il film fu accolto molto bene dalla critica, che lo definì l’unico film shock del Festival.

Nanni Moretti, unico italiano in gara, amato ed odiato in patria, rimane invece un punto di riferimento per Cannes e il suo film in concorso “Tre piani” concorre alla Palma d’oro, insieme a quelli diversi colleghi tra cui la premiatissima ungherese Ildikó Enyedi , e le tre francesi Mia Hansen-Love, Catherine Corsini e Julia Ducournau.

Anche i già annunciati Leos Carax (“Annette”) e Paul Verhoeven (“Benedetta”), e con loro gli statunitensi Sean Penn (“Flag Day”), Wes Anderson (“The French Dispatch”), e Sean Baker, l’israeliano Navad Lapid, il belga Joaquim LaFosse, l’iraniano Asghar Farhadi, i francesi François Ozon, Bruno Dumont e Jacques Audiard e il thailandese ,già Palma d’oro, Apichatpong Weerasethakul. 
Nelle altre sezioni, si notano un paio di film su musicisti: “The Velvet Underground” di Todd Haynes e “Aline”, The Voice of Love (su Celine Dion) di Valérie Lemercier. 

L’intramontabile Oliver Stone con un documentario su  “JFK”, il ritorno sulla Croisette della cineasta inglese Andrea Arnold, accanto ai francesi Arnaud Desplechin e Mathieu Amalric, al minimalista sudcoreano Hong Sang-soo e all’esordio dietro la macchina da presa di Charlotte Gainsbourg con un documentario sulla madre Jane Birkin (“Jane par Charlotte”).

Qualità elevatissima dicevamo, che è poi la garanzia del Festival di Cannes, cosa che, oltre l’aspetto Glamour, rende tuttora questo appuntamento come punto di riferimento per il Cinema mondiale.
Rimane, Last but not least, la polemica con Netflix che, dichiara la Direzione del Festival, fin quando non farà uscire i film nelle sale francesi non potrà concorrere.

Ma questa è un’altra storia, che approfondiremo in un prossimo articolo.

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