Un caffè con… Giorgia Fantin Borghi – Imprenditrice nel settore wedding ed esperta di arte della tavola

Giorgia viene definita “apparecchiatrice seriale di tavole”.

Esperta di galateo del matrimonio e di storia della tavola, è una delle professioniste più affermate nel Wedding e nell’organizzazione di eventi speciali legati all’arte della tavola e al buon ricevere.
Attualmente si occupa della realizzazione di matrimoni e ricevimenti esclusivi e sofisticati, nonché di workshop tematici legati al galateo del matrimonio e all’arte del ricevere: la sua vera vocazione, infatti, è da sempre il bon ton.
Collabora inoltre come Table Designer creando tavole sempre diverse e innovative per importanti aziende e testate del panorama nazionale.

Preparate un buon caffè, magari su una tavola ben apparecchiata e gustatevi l’intervista!


Tutte le grandi cose accadono attorno a un tavolo

Giorgia Fantin Borghi

1 – Come e quando nasce la tua passione per la tavola?

E’ stata una sorta di imprinting familiare.
Deriva senza dubbio dall’attenzione che mia nonna, stimatissima Signora molto conosciuta nella Padova degli anni ’50, poneva nel ricevere i propri ospiti, tanto che al tempo venne considerata come la miglior maestra di cerimonie per le “signorine da marito” che dovevano imparare le fondamentali regole di buone maniere per poter aspirare ad una vita meravigliosa. 

Nonna Wanda mi insegnò che da sempre il successo del buon ricevere passa dalla cura meticolosa di tutto ciò che è considerato conviviale e da quel che fa sentire un ospite non più tale. Mi spiegò che la nonchalance è il segreto dell’eleganza che scavalca gli stereotipi e semplifica la complessità del mondo. 

La passione nacque quando capii che la differenziazione, in un contesto come quello della tavola che è espressione del nostro gusto e delle nostre inclinazioni, racconta moltissimo di noi ed è uno strumento di comunicazione davvero tra i più efficaci.


2 – C’è un momento che ha segnato l’inizio della tua carriera?

Indubbiamente lo spartiacque fu l’incontro con l’ex ambasciatore americano in Italia, Mr Reginald Bartholomew.
Ai tempi ero una giovinetta di belle speranze che, nel tempo di uno studio matto e disperatissimo presso la facoltà di Filosofia a Milano, cercava di sbarcare il lunario con un lavoro part-time in una delle più importanti banche d’affari americane ricoprendo il fondamentale ruolo di cintura nera di caffè e fotocopie.

L’ambasciatore, che allora era Presidente della società in Italia, mi scelse e mi volle al suo fianco formandomi nella gestione di numerosi eventi di carattere semi-diplomatico per i quali era necessario avere basi solide di cerimoniale e protocollo.
Il tutto si è tradotto in anni di collaborazione per l’organizzazione di eventi, conviviali e non, che hanno di fatto cambiato la mia prospettiva professionale.


3 – Oltre alla passione per la tavola sei anche wedding planner. In entrambi i casi, quanto sono importanti le relazioni personali e il rapporto con il cliente?

Tutto il nostro mondo è fondato su relazioni interpersonali, su rapporti di fiducia e di collaborazione che si consolidano nel tempo, che questo venga inteso come il periodo di preparazione alle nozze o come relazione professionale continuativa e reiterata. 

Generalmente mostrare un reale interesse per le problematiche delle persone con le quali ci troviamo a relazionarci riesce a farci entrare in empatia con loro e a comprendere meglio desideri e aspettative, anche quelle celate dai caratteri un po’ più ruvidi. In questo tipo di interazioni la comprensione e l’ascolto sono fondamentali per creare una situazione che possa essere la migliore possibile in termini di comfort emotivo.

Il resto è gavetta.


4 – Quanto è importante avere un buon team di lavoro e quali sono le caratteristiche vincenti?

Non è solo importante, è fondamentale.

Un team vario ma coeso, nelle attitudini e nelle età anagrafiche, ritengo sia determinante per un andamento fluido e nel contempo stimolante del lavoro.
È essenziale che ogni membro del gruppo possa testarsi nelle mansioni per le quali si sente maggiormente adatto ma che, nella collaborazione con gli altri, possa evolvere professionalmente scoprendo sfaccettature che possono manifestarsi come una grande opportunità per se stessi e per il gruppo.

Anche le lacune, se gestite da un team affiatato, divengono meno importanti e la collaborazione aperta e bendisposta tra individui ha sempre come risultato una predisposizione al miglioramento che si rivela spesso esponenziale.


5 – Se avessi un super potere, quale sarebbe e come lo utilizzeresti sul tuo lavoro?

Sicuramente sceglierei il teletrasporto.

Mi permetterebbe di raggiungere ogni luogo e controllare l’andamento delle cose (ammetto che soffro di una certa dipendenza dal perfezionismo) azzerando i tempi di spostamento, e nel contempo mi regalerebbe più tempo per stare con la mia famiglia.
Davvero una chimera!


Credits    
Intervistatore: Sara Fuoco
Instagram: @sarafuoco

Intervistato: Giorgia Fantin Borghi
Instagram: @giorgiafantinborghi 
Facebook: Giorgia Fantin Borghi
LinkedIn: Giorgia Fantin Borghi

Illustrazione di: Carlotta Egidi
Instagram: @carlottaegidi89