Dopo anni di attesa, l’Italia ha dato il via ai Giochi Olimpici Invernali con una cerimonia d’apertura spettacolare, pensata e diretta da Balich Wonder Studio, con Marco Balich alla guida della Direzione Creativa e affiancato da Simone Ferrari, Creative Director e Deputy Creative Lead. La loro visione ha trasformato il Milano San Siro Olympic Stadium in un palcoscenico emozionale senza precedenti: un set design abbracciato da migliaia di luci, con un grande palcoscenico centrale a forma di pista di ghiaccio e cinque cerchi olimpici, dove la luce cangiante ha scandito momenti di totale bianco fino a intensi rossi, trasformando lo stage in una passerella vivente.
Per la prima volta nella storia dei Giochi, la cerimonia ha abbracciato la formula “diffusa”, coinvolgendo non solo Milano e Cortina d’Ampezzo, ma anche Livigno, Bormio e Predazzo. Quattro location per quattro parate, con oltre 2.900 atleti che hanno sfilato sotto gli occhi di circa 67.000 spettatori a Milano e migliaia di volontari dietro le quinte, mentre le città di montagna diventavano scenografie spontanee, illuminate dai raggi di luce e dalla neve scintillante. Lo spettacolo ha intrecciato arte, musica e talento italiani: la danza di Amore e Psiche, portata in scena da Claudio Coviello e Antonella Albano del Teatro alla Scala, ha aperto la cerimonia evocando passione e razionalità; poi Matilda De Angelis, in abito nero con scollatura dorata, ha guidato l’orchestra come direttrice, accompagnata da figuranti che hanno reso omaggio ai grandi compositori italiani: Puccini, Rossini e Verdi. I costumi, firmati da Massimo Cantini Parrini, sono stati realizzati con migliaia di metri di tessuto lavorato, evocando un messaggio universale di pace e armonia.

La musica ha fatto il resto: l’omaggio a Raffaella Carrà ha lasciato spazio a Mariah Carey, vestita di bianco-argento piumato, che ha fatto sciogliere i cuori degli spettatori più maturi con Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno. Poi, Laura Pausini ha cantato l’Inno di Mameli, mentre Pierfrancesco Favino, con un sorriso leggero, ha recitato versi che raccontano l’essenza poetica dello sport: “el naufragar mi è dolce in questo mare”.
Il momento dei bracieri
Il culmine della serata è arrivato con la staffetta della fiamma olimpica, che ha illuminato l’Arco della Pace a Milano e Piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo, con i grandi campioni italiani, da Giuseppe Bergomi e Franco Baresi fino a Paola Egonu e Sofia Goggia, protagonisti del gesto simbolico di accendere i bracieri, aprendo ufficialmente la XXV edizione dei Giochi. Un’emozione che toglie il fiato quella che si prova davanti al braciere olimpico di Milano-Cortina 2026. Anzi, davanti ai due bracieri simultanei, per la prima volta nella storia dei Giochi: uno a Milano e uno a Cortina, in un dialogo luminoso tra montagna e città, tra tradizione e contemporaneità. Durante la cerimonia di apertura, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni hanno acceso il braciere milanese, mentre l’emozionata Sofia Goggia ha acceso quello di Cortina, simboli viventi della storia dello sport italiano.
Il design dei bracieri porta la firma di Marco Balich, insieme a Lida Castelli e Paolo Fantin, realizzati con la maestria di Fincantieri. L’ispirazione nasce dai celebri Nodi di Leonardo da Vinci, intrecci geometrici perfetti che raccontano l’armonia tra natura e ingegno umano: un tributo alla bellezza italiana e alla capacità di trasformare l’arte in scienza e la scienza in poesia.

I bracieri sono un vero inno al sole, fonte primaria di vita ed energia. La loro struttura si apre e si chiude come fiori meccanici, testimoniando il tempo che scorre, l’alternanza tra giorno e notte, tra sforzo e riposo. Realizzati in alluminio aeronautico leggerissimo, passano da 3,1 a 4,5 metri di diametro, custodendo la fiamma come uno scrigno prezioso. Ogni dettaglio è studiato per la sostenibilità: zero ricaduta di materiali, impatto acustico minimo e emissioni ridotte, perché la bellezza oggi deve andare di pari passo con la responsabilità ambientale.
Dal 7 febbraio, ogni sera dalle 17 alle 23, il braciere all’Arco della Pace si anima in uno show di 3-5 minuti, accompagnato dalle note del compositore Roberto Cacciapaglia, un rituale quotidiano che durerà fino al 22 febbraio, giorno della chiusura delle Olimpiadi, per poi riaccendersi il 6 marzo con i Giochi Paralimpici e spegnersi definitivamente il 15 marzo.
Cosa ci è piaciuto di più
- La formula diffusa: un debutto storico che ha unito Milano, Cortina, Livigno, Bormio e Predazzo, mostrando come i Giochi possano essere vissuti oltre il singolo stadio.
- Direzione creativa e light design: il palcoscenico trasformabile, le luci cangianti e l’uso dei cerchi olimpici hanno reso la scena dinamica e emozionale.
- Performance artistiche e musicali: dalla danza di Amore e Psiche a Matilda De Angelis direttrice d’orchestra, fino a Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli, ogni momento ha raccontato la cultura italiana con personalità e profondità.
- I bracieri: un capolavoro di design e ingegno, simbolo di innovazione e sostenibilità, capace di emozionare in maniera unica.
- Costumi e scenografia: Massimo Cantini Parrini e il team hanno creato un universo visivo coerente, elegante e poetico, con un messaggio chiaro di pace e armonia.

