Un caffè con… Valentina Ferrari – Managing Director

Dalla passione per le diverse culture fino alla guida di una delle realtà più dinamiche del settore eventi: un percorso costruito tra esperienze internazionali, grandi agenzie e scelte coraggiose. In questa intervista Valentina racconta come visione, leadership gentile e attenzione alle persone abbiano segnato ogni tappa della sua crescita. Uno sguardo lucido sul futuro degli eventi, dove strategia, umanità e innovazione fanno davvero la differenza.

Preparate un buonissimo caffè!


Tra un lunedì con il broncio e un lunedì col sorriso, la sveglia suona comunque: scegli il sorriso.

Valentina Ferrari

1 – La tua esperienza negli eventi inizia presto, ai tempi dell’università. Raccontaci come si è sviluppato il tuo percorso e quali step hanno segnato il tuo cammino.

Mi sono laureata in Lingue all’Università Cattolica di Milano, spinta dalla passione per la comunicazione e l’incontro tra culture. Durante gli studi ho iniziato a lavorare in una piccola incentive house, VIP&Communication, che mi ha insegnato il valore della versatilità: pensare, proporre, realizzare.

Dopo la laurea sono entrata in Francorosso Incentive, prima nel planning e poi nel commerciale, confrontandomi con clienti e progetti complessi. È qui che ho sviluppato uno stile professionale basato su ascolto e orientamento al risultato. La crescita in Alessandro Rosso Group fino al ruolo di Account Director ha consolidato questo approccio, facendomi capire che il successo nasce da competenze, relazioni, adattabilità e coraggio. Nel 2010, mentre lavoravo in A World of Events, ho frequentato un Master in Event Management alla New York University. L’esperienza newyorkese mi ha dato competenze su brand experience, tecnologie e marketing integrato, ma soprattutto un approccio out of the box: pensare in grande, integrare creatività e strategia, leggere il cambiamento come opportunità. Tornata in Italia, ho continuato a lavorare negli eventi e nella comunicazione, maturando la convinzione che il nostro mestiere non è solo organizzazione, ma trasformazione. Nel 2018 sono entrata in Next Group, dove ho affrontato progetti innovativi e competitivi.

Nel 2024 sono approdata in Sinergie come Direttore Commerciale e, dopo pochi mesi, Managing Director. È stata la svolta più significativa: ho compreso che la vera leadership non è controllo, ma cura; non solo gestione, ma visione; non performance a ogni costo, ma coerenza tra valori e azioni. Credo che il futuro delle aziende si giochi su tre direttrici: umanità, flessibilità e innovazione sostenibile. Le persone cercano luoghi in cui sentirsi parte di qualcosa, dove crescere e dare il proprio contributo. In Sinergie, lavoro ogni giorno proprio in questa direzione.


2 – Due anni fa ti è stata affidata la guida di Sinergie: cosa ti ha convinta ad accettare questa sfida e come hai affrontato questo momento di grande responsabilità?

Ho accettato la guida di Sinergie perché sentivo il bisogno di confrontarmi con una sfida più complessa della “sola” organizzazione di un evento. Volevo mettere in campo la mia visione rispetto alla creazione di un luogo di lavoro basato su valori condivisi e basi solide, senza voli pindarici rispetto agli obiettivi da raggiungere ma con la consapevolezza che qualsiasi obiettivo si sarebbe raggiunto grazie al lavoro sulle persone, e da li sono partita.

Dopo oltre 20 anni nelle più importanti agenzie del settore, avevo ben chiara in testa l’idea del luogo di lavoro che avrei voluto trovare: sulla base di quell’idea lavoro ogni giorno. Tutto ruota attorno alla collaborazione radicale e alla cultura della curiosità e del rispetto. So di avere una grande responsabilità perché le persone si fidano di me, me lo hanno dimostrato con un anno di lavoro incredibile che ha portato a risultati incredibili, e io voglio ripagare questa fiducia: sono sempre stata una sostenitrice della leadership gentile, fatta di ascolto, comunicazione e coerenza. Cerco di costruire relazioni basate sulla fiducia, dando priorità chiare e motivando ciascuno a far emergere il proprio talento. Ho anche la consapevolezza di non essere sola in questo percorso, ma di poter contare su un team competente e motivato: questo è sicuramente l’elemento chiave per trasformare la responsabilità in un percorso condiviso di crescita.


3 – Gestire un team significa anche costruire fiducia e un ambiente di lavoro sano. Quali strategie hai adottato per creare una cultura collaborativa e motivante all’interno dell’agenzia?

Ho lavorato innanzitutto sulla comunicazione, cercando di renderla il più possibile trasparente e continua, perché la fiducia nasce dal sentirsi informati e ascoltati. Ho dato valore al confronto, incoraggiando le persone a esprimere idee, dubbi e proposte, e creando momenti strutturati di condivisione, sia formali che informali.

Un altro aspetto fondamentale è stato il riconoscimento delle competenze e dell’impegno: responsabilizzare le persone, dare autonomia e valorizzare i risultati contribuisce a rafforzare la motivazione. Infine, ho cercato di promuovere un clima basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione, dove l’errore è visto come occasione di apprendimento e il successo come un risultato collettivo, non individuale.


4 – Guardando al futuro del settore degli eventi, quali valori vorresti vedere crescere nelle agenzie e nel nostro lavoro, e come immagini che evolveranno le professioni e le realtà che li organizzano?

Credo sia fondamentale che crescano valori come la responsabilità e l’autenticità. Gli eventi non sono più solo momenti spettacolari, ma strumenti di relazione e di comunicazione che devono avere un impatto positivo, duraturo e coerente con i messaggi che veicolano. In Sinergie abbiamo 3 valori intorno ai quali ruota tutto il resto e che guidano il nostro operato quotidiano: passione, metodo, coraggio. La passione ti porta a mettere nei progetti tutto quello che hai dentro, perché dare il meglio di sé significa dare il meglio per gli altri. Il metodo ti porta a farlo in modo efficiente nei costi, nei processi e nella gestione delle complessità. Il coraggio ti porta a non accontentarti, a rimetterti in discussione e a cambiare le cose prima che siano loro a cambiare te. Sono questi i valori che credo siano necessari per fare bene il nostro mestiere. 

Rispetto all’evoluzione delle professioni, credo emergeranno in modo sempre più evidente figure legate all’uso strategico dell’intelligenza artificiale da un lato, e da strategist veri e propri dall’altro. Persone in grado di comprendere a fondo il brand e trasformare l’evento in un potente mezzo di comunicazione integrato.

Altro elemento fondamentale resta la flessibilità interna alle organizzazioni che si occupano di eventi: la capacità di adattarsi velocemente a richieste sempre più urgenti ma al contempo complesse, sapendo rispondere con team di lavoro strutturati e ben coordinati. Questo è sicuramente un aspetto sul quale pongo sempre grande attenzione, imprescindibile per il successo dell’agenzia. 


5 – C’è un evento che avresti voluto organizzare o che ti piacerebbe realizzare? Come lo personalizzeresti secondo il tuo stile?

Ce ne sono tantissimi!
Nel nostro settore ci sono validissimi player che fanno cose meravigliose e ogni volta che mi imbatto nelle case history mi immedesimo nel lavoro che hanno richiesto e penso che avrei voluto farlo io! Sono curiosa e ambiziosa, un connubio esplosivo in questo senso. Se potessi però sceglierne solo uno tra i tanti probabilmente direi il Super Bowl perché rappresenta il vertice assoluto dell’intrattenimento globale, unendo sport, show musicali di livello mondiale e un impatto economico mastodontico. Gestirlo significherebbe gestire un evento con un’energia e una logistica uniche al mondo.  


Credits

Intervistatore: Sara Fuoco
LinkedIn: Sara Fuoco
IG: @sarafuoco

Intervistato: Valentina Ferrari
Linkedin: Valentina Ferrari - Sinergie
IG: @sinergie.live

Illustrazione di: Carolina Guzzini
Instagram: @carolinaguzzini